E da quando Pif uccide solo al Radio 2 Social Club?

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Ah, Pif, ma quale occasione migliore di Radio 2 Social Club per vederlo dal vivo, ascoltarlo, e godere della sua immensa ed esuberante simpatia! Ecco, quale occasione. Parliamone, perché, come direbbero i giovani d’oggi, credo proprio che sia un grandissimo “anche no”.

Blindatissima quasi fosse il carcere di Rebibbia, la sede di Via Asiago 10 si è aperta in via del tutto non eccezionale ad un quasi folto gruppo di studentelli – pare universitari, ma è un concetto opinabile. Proceduto con l’identificazione, e smaltita tutta una serie di superflui divieti puntualmente aggirati anche da nutrie ambulanti, ecco che scatta l’emozionante entrata nello storico studio di Radio 2 Social Club: microfoni, camera, tastiere e chitarra. Luca Barbarossa è al suo posto, ci saluta amabilmente. E c’è un tale Andrea Perroni, che pare anche lui lavori lì. E in un angolo, seduto al calduccio, dovrebbe esserci Pif… Vediamo lì… No aspetta, forse in un’altro angolo… Sarà mica in sala di regia? Pierfrancesco Diliberto detto Pif, dove diamine ti sei cacciato? Continue reading “E da quando Pif uccide solo al Radio 2 Social Club?”

Pechino Express 5 si converte al dating: l’app ufficiale con Costantino D. G.

app dating pechino express 5: Costantino della gherardesca

È la folle misantropia di Costantino Della Gherardesca ciò che ci costringe all’amore verso Pechino Express. Un sentimento talmente viscerale che mai, e dico mai scambierei con quello che si forma attraverso il contatto umano o, peggio, attraverso le app di dating. Certo, se il contatto umano venisse fornito da una app che permetta di scambiare foto gatto con le tue amiche gattare, comprensiva di tool autostop per tenere le cosce al riparo sotto la gonna – ma solo in caso di freddo intenso – e che magari, all’occorrenza, si trasformasse nel tappeto rosso di Pechino Express, bhe…

Costantino Della Gherardesca presenta l’app di Pechino Express 5

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Tutti i nomi (definitivi) dei concorrenti di Pechino Express 2016

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Basterebbe la foto in apertura da sola per rispondere all’enigma, ma siccome sono prolisso e mi piace inutilmente esserlo, eccovi un bel post per fare quadrato sulle nuove coppie di Pechino Express 2016, già quasi completamente azzeccate in questo pezzo precedente, a cui però mancava qualche dettaglio. E dunque smaltiamo velocemente quanti ne avevo già individuati dall’enigmatico video della settimana scorsa, primo fra tutti l’inconfondibile Francesco Sarcina con Clizia Incorvaia nella formazione de I Coniugi, seguiti dalla regista e il suo toy boy (Lory Del Santo e tale Marco) sempre Innamorati, e dai miei futuri preferiti (ho già spiegato il perché) The Show che giocano come i Socialisti. E Gli altri?

Ce li abbiamo, e sono tutti: questi i concorrenti di Pechino Express 2016

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Harry Potter al fronte: Donald Trump ha le ore contante. Uno scemodì

Harry Potter vs Donald Trump: lunedì scemo, uno scemodì

Ah, Harry Potter, quante volte abbiamo acceso un cero alla statua di J. K. Rowling per averti portato al mondo, facendoti orfano cresciuto in un bolla di esauriti per poi spedirti lì, in quel posto misterioso che non era da meno, dove anche la sanità mentale viene misurata secondo altri parametri, completamente indipendenti. Eppure, grazie a te, caro Harry, quasi quasi possiamo fare piazza pulita di quel pericoloso miliardario parruccato, tale Donald Trump; quello della torre, con la moglie copiarella e la ex rubarella. O almeno, così raccontano certe ricerche degne di un lunedì scemo.

Che quel bontempone di Donald non fosse una cima lo avevamo più o meno capito tutti, ma che questo addirittura potesse essere battuto da un personaggio di fantasia come Harry Potter proprio no, non me lo aspettavo. Più o meno, perché va beh, se il nostro Harry volesse, potrebbe anche far schiattare quella vecchia megera di Elisabetta per buona pace dell’eterno erede Carlo; ma tant’è, quello vive solo nostre teste, ci parla, ci influenza, ci condiziona… Altro che intestino e verme solitario. Continue reading “Harry Potter al fronte: Donald Trump ha le ore contante. Uno scemodì”

Rai Movie come Netflix? La Rai si prepara alla rivoluzione

Rai Movie come Netflix? Novità

Tra le tante novità emerse dall’odierna presentazione dei palinsesti Rai 2016/2017, ce n’è una piuttosto interessante riguardante il canale tematico Rai Movie, stranamente non ancora raccontata, poco ripresa anche dai tanti blog di settore che hanno seguito la diretta. Ebbene, seppur in conferenza stampa siano state sprecate in merito poche parole – segno, forse, che il progetto è ancora in fase embrionale, lontano dall’imporsi in breve tempo – pare proprio che dalla prossima stagione televisiva, la cosiddetta rete di Stato altresì definita Rai, abbia in mente un’idea ambiziosa, che guardi ai nuovi modelli di diffusione e condivisione dei prodotti audiovisivi.

Non è un caso che la rete tematica prescelta sia Rai Movie, così come non è casuale il colore del tasto selezionato per l’accesso al futuro strumento – si spera innovativo. Come i più attenti – al calcio, ma non solo – avranno avuto modo di accorgersi in questi giorni, durante le partite di questi fortunati Europei la Rai ha messo a disposizione un interessante servizio, aperto anche ai non possessori di smart tv, attraverso il quale ottenere informazioni approfondite sul gioco, rivedere gli highlights delle migliori azioni; un tastino, quello blu, che per la prossima stagione televisiva dovrebbe approdare anche su Rai Movie. E le premesse, questo è certo, sono rivoluzionarie. Avete presente Netflix? Ecco, una cosa simile, ma senza abbonamento. Continue reading “Rai Movie come Netflix? La Rai si prepara alla rivoluzione”

Su Rai 3 a cena sotto un Gazebo con Diego Bianchi. E il pranzo? A base di coniglio

Diego Bianchi La7 Gazebo Rai 3

Se per caso siete tra quelli che preferiscono il classico TG1 alle 20.00 in punto di sera, allora da settembre rimanete pure sintonizzati su Rai 1. Ma se invece site amanti dell”avanguardia pura – sì, mi piace allargarmi oltremisura – allora godetevi quei primi 10 minuti e mezzo sulla prima rete di Stato, ma poi switchate rapidi rapidi su Rai 3 alle 20.10 perché, udite udite, Diego Bianchi e la bandicciola di Gazebo si trasferisce in pianta stabile, ogni sera, per far tremare Tiziana Ferrario. O meglio, Gazebo resta dov’è, stipato nella soffitta della seconda serata come l’albero di natale da gennaio a dicembre; è tutto il gruppo di lavoro che prende pentoline e fornelletti a gas per cucinare l’attualità a ora di cena, nel classico stile Zoro, nel solito orario che, come già ebbi modo di dire un paio di mesi fa, sembra fatto a posta per i loro toni. Continue reading “Su Rai 3 a cena sotto un Gazebo con Diego Bianchi. E il pranzo? A base di coniglio”

I concorrenti di Pechino Express 5 al completo: nomi e coppie in un video

Concorrenti Pechino Express 5: tina cipollari gli spostati

La frittata è fatta: i concorrenti di Pechino Express 5 hanno già preso armi, bagagli e cuscini per la cervicale, pronti a partire verso le nuove Americhe. Un viaggio emozionante attraverso x paesi straordinari – recita così l’intro, no? – dalla Colombia al Messico, passando per qualche altra nazione piazzata lì nel mezzo che tanto a settembre capiremo quale sia, perché al momento quel che ci (mi) preme sapere più di ogni altra cosa al mondo sono i nomi dei concorrenti. E mentre su questi se ne sono dette tante senza che ancora sia arrivata alcuna voce ufficiale, l’ufficialità vuole che i nomi delle prime 8 coppie in partenza siano stati già palesati agli occhi del popolo internauta, in un video figo che-che-te-lo-dico-a-fare, dove sfilano, adombrati da coni di luce, i sedici eroi già in rotta verso Pechino Express 2016. Proviamo ad accoppiarli, vediamo cosa ne viene fuori.

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Da grande voglio fare Dario Vignali

Quando dico che da grande voglio fare Dario Vignali non mi riferisco al volere diffuso di diventare un suo emulo – di quelli, quando sarò grande, ce ne saranno abbastanza -, ma proprio al fatto di voler diventare lui; mi basterà farlo a pezzettini, chiuderlo in tanti sacchettini di plastica e darlo in pasto alle correnti oceaniche.

Ok, forse devo smetterla di vedere Dexter.

Istinti omicidi a parte, sono convinto del fatto che diventare da grande Dario Vignali sia un buon affare per chiunque; per me, per voi. Forse per lui magari no, ma non è un mio cruccio.

Me siete voi e voi siete me, la sintesi del suo pensiero. Una capacità d’esposizione a dir poco spaventosa non giustificata da alcun elemento esteriore: non è bello, ha una smorfia al posto sorriso, e forse non è nemmeno tanto alto. Non indago sui capelli, spero siano veri. Non ha il fisico da fashion blogger (e ben se ne ravvede dal mostrarcelo quotidianamente), eppure vende come se fosse un manichino espositivo sui materassi da Prada. Roba da prendere i manuali e buttarli dritti dritti nel cesso. Continue reading “Da grande voglio fare Dario Vignali”

Sofia di Alvaro Soler è una spensierata lezione di vita. Str0nza

Alvaro Soler, Sofia significato

La Sofia di Alvaro Soler deve essere davvero contenta che quel bontempone del suo ex fidanzato le abbia dedicato una canzone. Sì, una di quelle dove si sbeffeggia con incontenibile allegria la cacciata di casa la stessa, tale Sofia. E se questa donna esiste davvero, probabilmente avrà già in mano una spranga di ferro pronta a frantumare la calotta cranica del povero Alvaro Soler, perché il livello di stronzaggine nascosto nell’allegro ritmo della canzone, raggiunge, in alcuni punti, picchi da far rabbrividire. “Mira Sofia, sin tu mirada sigo”, recita quello spagnolo bontempone che tanto spopola nelle nostre radio, e che chiosa con un ragguardevole “Ya no te creo, ya no te deseo, eh oh eh oh”, in un concentrato di bastardaggine che solo un vero uomo latino può tirare su con cotanta noncuranza.

Nel mentre ci siamo noi ascoltatori, poveri e ignari forse quanto la stessa Sofia, trascinati a dimenarci e a canticchiare dal ritmo incalzante e dai frequenti coretti, posti in punti strategici del testo per farci rallegrare con vigorosa gioia delle disgrazie amorose altrui. Ebbene, dopo questa magistrale prova d’autore mi sono ufficialmente convinto che la vita sarebbe più bella, facile e godibile se fosse una perenne canzone di Alvaro Soler, che non porta il sole di Cuba solo nel cognome e nei titoli dei suoi brani ma anche nei video, nelle disgrazie quotidiane, nelle gambe delle sue ballerine – e non ci angoscia come la controparte italiana Francesco Sole. Continue reading “Sofia di Alvaro Soler è una spensierata lezione di vita. Str0nza”

Moleskine Smart Writing l’ho inventata io. La mia infanzia geniale

Moleskine Smart Writing acquista

Moleskine Smart Writing, il nome è complicato, la sua diffusione social meno. Social e mica solo, vista l’ansia dilagata in una miriade di testate di settore (GQ in testa, non chiedetemi perché) corsa a colpi di SEO e ditate sulla tastiera per parlare della nuova, mirabolante Pen+ targata Moleskine che, fidatevi di loro, promette miracoli. Sì, miracoli; tipo quelli di Lourdes dove una gamba zoppa diventa iperattiva e si spera mai viceversa. Nel caso specifico il miracolo di una penna, stupidamente banale a colpo d’occhio, che poi si rivela avere di quelle caratteristiche che poltrona di Stephen Hawking fammi largo, ti risolvo tutto io.

Moleskine Smart Writing vs. Penna Digitale.
Storia del successo di un’idea visionaria

Va bé forse un po’ meno, con la poltrona l’ho sparata grossa. Non voglio certo prendermi la paternità dell’elisir di lunga vita e far pagare i diritti di brevetto a J.K Rowling, ma l’idea della Moleskine Smart Writing, mi spiace per quanti credono in Giulio Iacchetti e tutti i tecnici al lavoro, è realmente mia. Ai tempi aveva un nome più semplice, Penna Digitale, le sole connessioni IrDA e BluethootWi-fi e NFC sono roba moderna – e un’autonomia praticamente infinita grazie alla curiosa ed efficiente applicazione di una tecnica poi mai impostasi sul mercato. Funzionava con OS Gulp, perché nella mia meticolosità di allora riuscii a tirar su anche un lato software assolutamente impeccabile. Continue reading “Moleskine Smart Writing l’ho inventata io. La mia infanzia geniale”

Nightingale Wonder Woman, niente amazzoni Materane: è polemica?

Nightingale Wonder-Woman Matera

Si sta come le amazzoni a Matera, della Warner Bros in Nightingale con Wonder Woman a girovagare tra i Sassi inviperita, arrabbiata, nervosa… Scartata. Forse il resto del mondo non lo sa, ma con questa storia delle pellicole Hollywoodiane girate a Matera noi lucani ci stiamo prendendo la mano, tanto che ogni cocente rifiuto subentrato all’euforia del credere di essere protagonisti viene interpretato come un attacco alla persona, alla terra, alla Nazione, alla tradizione. E così fu, anzi è anche con Nightingale Wonder Woman, ultima pellicola di una lunga serie approdata nella città dei Sassi, che avrà un stuolo di combattenti tutte straniere, tutte di fuori; roba dell’altro mondo, per Giove.

E fu così, anzi così è che anche il TGR Basilicata ha sentito l’esigenza di dare largo spazio alle opinioni del cittadino come una Quinta Colonna qualunque, in buona parte indignato per l”evidente mancanza di cognomi materani tra le donne combattenti, tutte scartate perché non corrispondenti alla figura tipo dell’amazzone. Perché le amazzoni, per uscirne credibili, hanno bisogno d’essere rappresentate da corpi particolarmente dotati, rientranti in stringenti criteri fuori dai quali la veridicità decade, e ne sono ben coscienti dalle parti di Nightingale, tanto che un provino, per quanto ricco di risposta da parte delle donne del posto, si è risolto con un nulla di fatto. E da qui… Continue reading “Nightingale Wonder Woman, niente amazzoni Materane: è polemica?”

Lunedì scemo? No, stupido come l’uomo moderno. Uno scemodì

Lunedì scemo

Stamattina comincia la giornata con questa consapevolezza: sei più stupido dei tuoi antenati. E anche dei tuoi amici, probabilmente, e dei tuoi colleghi, di tua madre, di tua suocera… Sempre che tu sia stato abbastanza stupida da fidanzarti. E se hai notato l”improvviso cambio di sesso nella frase che hai appena letto, batti il cinque: fai parte del club dei geniali intelligenti!

Se lallero. Crederci sempre arrendersi mai, recitava la buona Mona, nemmeno davanti all’evidenza di una ricerca scientifica fatta con tutti i crismi del caso in cui noi, poveri omuncoli del 2000 d.C. imbambolati da automobili, device digitali e cd di Gianni Fiorellino, ne usciamo con le ossa rotte anche se confrontati con le scimmie del Burkina Faso anziane di qualche miliardino di anni. E se qualche miliardino di anni fa ci siano state o meno delle scimmie nel Burkina Faso non spetta a me dirlo, io sono pur sempre del 2000. Continue reading “Lunedì scemo? No, stupido come l’uomo moderno. Uno scemodì”